Trekking letterario nel magico Bosco delle Pianelle a Martina Franca.

L’Associazione Passaturi, di Teresa Acquaviva, organizza domenica 23 Maggio un trekking mozzafiato, in quello che è stato definito il Terzo polmone d’Italia. (https://www.passaturi.it/it/blog/3-eventi/330-trekking-letterario-nel-bosco-delle-pianelle.html?fbclid=IwAR0LIy08QHz787NGiTxr2DLanIaMmcaj9SqhSNEwWiVolYqgCrfNWNS9SB0#.YKItoPEoamo.facebook)

Come avete potuto intuire dal link di Passaturi, le esperienze che possono viversi in questo bosco incantato sono molteplici, e soprattutto indimenticabili.

Il Bosco delle Pianelle è ciò che rimane delle Terre Universali che furono concesse ad uso civico agli abitanti del casale Martina nel XIV secolo  dal Principato di Taranto sotto la corona degli  Angioini.

Terre dove si poteva legnare, pascere e acquare.
Queste stesse terre, con il passare dei secoli e le successioni di feudatari, furono usurpate da alcuni abitanti che ne acquisirono definitivamente la proprietà.

Sito di interesse Comunitario, nel 2002 è stata istituita dalla Regione Puglia la Riserva Naturale Regionale Orientata Bosco delle Pianelle . A partire da quell’anno in poi, si è cercato si seguire sempre i due obiettivi principali: la tutela e la salvaguardia del sistema naturalistico e la valorizzazione territoriale a scopi economici, sociali e culturali.

Infatti questo bosco che occupa buona parte del gradino murgiano sino a Monte Fullone e Specchia Tarantina conserva resti faunistici appartenenti a specie estinte, e antichi manufatti risalenti all’era Paleolitica che confermano da sempre l’utilizzo di queste grotte come luogo per ripararsi dagli agenti atmosferici e dagli animali selvaggi. Sono state ritrovate anche testimonianze di tribù nomadi, fino alle comunità umane risalenti all’Età Neolitica e dei Metalli. Agli inizi del Novecento diventa, proprio per la conformazione carsica, rifugio di Briganti. Come bene potrete immaginare i segni di tali passaggi non possono non farci sognare ad occhi aperti passo dopo passo.

Tantissime sono le varietà naturalistiche del bosco: a spiccare sono senza ombra di dubbio le specie dei mammiferi che vivono nella riserva, come ad esempio tassi, volpi, lepri, conigli selvatici e donnole. I più fortunati raccontano di essere riusciti ad intravedere alcuni di questi esemplari mentre si rifugiavano nella macchia mediterranea lì presente come carpini neri, olmi, corbezzoli. Numerosissime, soprattutto in questo periodo sono le orchidee.

Oltre ai mammiferi, nel Bosco delle Pianelle sono presenti anche numerosi rapaci, come esemplari di poiana e gheppio e addirittura il raro sparviero. Quando cala l’oscurità, per chi ha coraggio, la Riserva si anima di meravigliose creature notturne come la civetta, l’allocco, il barbagianni e il gufo comune, il simbolo dell’associazione Giuniter. D’estate qui nidifica anche l’upupa.

Ma adesso concentriamoci sul “Sergente Romano”

Come già scritto, nella Riserva sono presenti inequivocabili tracce del passaggio dei Briganti e, precisamente, a Gravina di Vuolo si trova “La caverna del Sergente Romano“, il rifugio utilizzato dal Sergente – brigante che tra il 1861 e il 1863 fu comandante del Comitato Clandestino Borbonico di Gioia del Colle. Con il carattere fiero e autoritario lasciò, il comitato per passare direttamente all’azione sul campo, combattendo direttamente contro le truppe nazionali del Re Vittorio Emanuele. Molte sono le leggende sul Sergente Romano, soprattutto sulla sua morte. In una versione, il 5 Gennaio del 1863 venne circondato con i suoi 20 compagni nelle campagne di Gioia del Colle, da oltre 200 uomini della Guardia Nazionale. Ci fu uno scontro sanguinoso in cui tutti si distinsero per coraggio e valore, ma quando ormai sopraffatto dalla fatica perse ogni speranze di vittoria, il Sergente Romano chiese di essere ucciso come un vero soldato, tramite fucilazione, ma i soldati della Guardia Nazionale non lo ascoltarono e lo uccisero a sciabolate.

Secondo la leggenda anche davanti al corpo di Romano, le genti di Gioia del Colle non hanno creduto alla sua morte  perché, egli possedeva una medaglia benedetta donatagli da Papa Pio IX che lo rendeva immortale.

La riscoperta di questi luoghi, insieme al loro ricco patrimonio ECOMUSEALE (masserie, iazzi, trulli, neviere, trappeti, cappelle, tratturi ecc), potrebbe favorire un turismo 0utdoor finora poco sviluppato e ancora non adeguatamente incentivato. Per questo vi aspetto con Teresa Acquaviva domenica 23 maggio.

Pubblicato da Titti Semeraro

Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Bari. Ha esercitato la libera professione fino al 2010, quindi ha deciso di dedicarsi allo sviluppo delle imprese e al suo territorio di appartenenza la Valle d'Itria nella sua amatissima Puglia. Ha costituito con Raffaella Portulano l'Associazione Giuniter per promuovere il territorio in tutte le sue sfaccettature. Ha scritto una guida per bambini della città di Locorotondo, una favola "Rodolfo e Josephine" per avvicinare i più piccoli all'utilizzo dei prodotti a km0,è arrivata seconda classificata al concorso nazionale "Racconti Divino" nel 2018 con il racconto "Il vino del padre". E' partner nell'organizzazione di tour esperenziali con l'Associazione "Passaturi" di Teresa Acquaviva

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: