VINEKA

Con Vineka voglio inaugurare una nuova rubrica del mio Blog : le interviste ai titolari , ai coraggiosi titolari, di aziende esistenti nella Valle d’Itria che promuovono il nostro territorio.

Inizio con Vineka per due motivi: uno sentimentale ed uno legato al merito dell’impresa.

Sentimentale perché conosco Guglielmo Zito, titolare dell’Azienda vitivinicola Vineka, da quando era un “enfant terrible”, nel senso letterale del termine. Ho seguito tutto il suo appassionato percorso di crescita e studio della materia. Di merito perché scoprirete presto quanto è ambizioso il suo progetto.

Come ho accennato Vineka è un’azienda vitivinicola di Martina Franca.

 E’ un’azienda giovane, nata nel 2016 da una passione viscerale per la viticoltura e i sistemi di vinificazione legati alla lunga tradizione ed identità di questo territorio. Infatti, nel suo modus operandi, l’azienda intende omaggiare la Puglia e la sua tradizione attraverso il recupero, la valorizzazione dei vitigni autoctoni e la produzione di vini che diventano naturale ed autentica espressione di genuinità. Questa è la grande ambizione di Guglielmo, ciò che gli fa brillare gli occhi quando parla di “Verdeca”: cultivar con cui ha iniziato la sua personale esperienza, base per la produzione di molti dei bianchi della Valle d’Itria e che lui utilizza anche in purezza. La “Verdeca” è anche alla base del progetto che, da più di un anno, lo vede impegnato : riprodurre il Vermouth che è stato per decenni la base della nostra economia locale, quando “Martini e Rossi” aveva i suoi stabilimenti in Martina Franca.

Tutto nasce dalla ricerca di vitigni pugliesi di qualità superiore per posizione geografica e processo di maturazione dell’uva, selezionando le migliori uve e creando un prodotto che racchiuda in sé tutta la bontà di questa regione, ne custodisca i profumi e la storia ma, allo stesso tempo, introducendo tecnologie innovative d’eccellenza. “Il processo di vinificazione è fondamentale per un buon vino, per esaltarne il valore e la provenienza. Per questo seguiamo le nostre uve durante tutto l’iter di lavorazione, dalla raccolta all’imbottigliamento. Perché quel vitigno giunga al nostro palato in tutta la sua unicità”.

Una volta identificate le uve (DOP e IGP), la vinificazione avviene attraverso una filiera lunga che passa per la raccolta, la pigiatura, la conservazione del mosto nelle botti e la trepidante attesa. Ma Guglielmo precisa che “l’importanza di aver cura del vitigno, prima che del vino è il segreto alla base del suo valore. Conoscere i terreni e i vitigni, la storia che li ha trasformati e resi  quel che sono oggi sono il punto di partenza, da cui non si può prescindere.”

Oggi vi parleremo dell’ultimo nato in casa Vineka: il “Minutolo” della linea “Il Rosone”. Lunghe dispute sono state imbastite attorno a questo vitigno, che per trasmigrazione linguistica “frojo” (1875) era stato sovrapposto al Fiano Campano. Solo nel 2011, dopo un decennio di studi ampelografici e genetici, grazie ai quali è stata accertata l’omonimia, il Minutolo fu ufficialmente iscritto nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. La scelta della denominazione fu dettata proprio dalla volontà di separare le storie dei due vitigni, eliminando la dicitura “Fiano” dal Fiano Minutolo. Questa varietà, quasi dimenticata a metà del ‘900 è stata riscoperta proprio in Valle d’Itria a partire dagli anni ‘80/90 (cfr Costacurta). Riscoperto come vino in purezza per ottenere un vino bianco aromatico secco o abboccato. Il Minutolo Rosone di Vineka si presenta di colore giallo paglierino, con un’espressività floreale coinvolgente con note fruttate sia all’olfatto che al gusto. Abbastanza equilibrato ed intenso, di media persistenza. Non vi resta che provare per credere!

Guglielmo afferma che “la gratificazione più grande, quando si produce il vino, è assaggiare il frutto dei propri sforzi, dopo averne monitorato il viaggio per tutte le fasi della produzione: finalmente dal grappolo al bicchiere!”

Ma Guglielmo non trascura nulla, neanche la ricercatezza nella grafica delle etichette. Questa linea “Il Rosone” ha come simbolo uno dei segni distintivi della città di Locorotondo: il Rosone della Chiesa della Madonna della Greca realizzato dal maestro Domenico Rosato. Ancora una volta identità e identificazione di un territorio in chiave innovativa.

Ad majora a Vineka e a Guglielmo Zito.

Fonti: “Atlante dei vitigni tradizionale di Puglia”-CRSFA Basile Caramia

Pubblicato da Titti Semeraro

Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Bari. Ha esercitato la libera professione fino al 2010, quindi ha deciso di dedicarsi allo sviluppo delle imprese e al suo territorio di appartenenza la Valle d'Itria nella sua amatissima Puglia. Ha costituito con Raffaella Portulano l'Associazione Giuniter per promuovere il territorio in tutte le sue sfaccettature. Ha scritto una guida per bambini della città di Locorotondo, una favola "Rodolfo e Josephine" per avvicinare i più piccoli all'utilizzo dei prodotti a km0,è arrivata seconda classificata al concorso nazionale "Racconti Divino" nel 2018 con il racconto "Il vino del padre". E' partner nell'organizzazione di tour esperenziali con l'Associazione "Passaturi" di Teresa Acquaviva

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