La Calendula

In primavera, qui in Puglia, non c’è escursione, passeggiata per i nostri deliziosi tratturi in cui lo sguardo non venga catturato dalle distese verdi puntellate di arancio. E’ la “calendula” in piena fioritura. Un fiorellino comune che difficilmente raccogliamo per l’odore non proprio piacevole ma, se solo conoscessimo tutte le sue proprietà ne faremmo incetta. La Calendula officinalis è una pianta erbacea annuale molto interessante a livello fitoterapico  con cui si realizzano olii, estratti liquidi (come la tintura madre) e creme. In un altro articolo vi racconterò del mio “famosissimo sapone all’olio d’oliva e calendula”.

Leggenda: nell’antichità il chiudersi dei fiori dopo il tramonto veniva inteso come simbolo di sottomissione e dolore per la scomparsa del sole. Per questo la calendula per secoli è stata associata a sentimenti di pena e dolore, infatti nella mitologia greca si affermava che calendula fosse nata dalle lacrime della dea Afrodite per la morte del suo amante Adone che era stato trafitto da un cinghiale mandatogli contro dal suo gelosissimo marito Ares.

 Scopriamo adesso tutti i suoi benefici: antinfiammatori; cicatrizzanti (viene usata in caso di scottature, arrossamenti, piccole ferite, eritemi, bolle di vario genere); calmanti e decongestionanti (viene usata in caso di acne, irritazioni, punture d’insetto, scottature e arrossamenti della pelle anche del neonato);antisettici, antidolorifici e antispasmodici (viene usata  per favorire la digestione e stimolare il fegato e favorisce il flusso della bile).

Come tutte le piante anche la Calendula ha delle controindicazioni ed effetti collaterali. In particolare vi è la possibilità di essere allergici a questa pianta, è bene quindi, in caso sia la prima volta che si utilizza, provare una piccola quantità di prodotto.

La calendula è un fiore edibile, si può mangiare e usare per decorare i piatti.
SlowFood consiglia: “da utilizzare in cucina assolutamente. Il gusto è piccante, sapido, pepato. Il colore dorato aggiunge un tocco di lusso a qualsiasi piatto“, viene definita “lo zafferano dei poveri” . Io la uso sempre (in polvere) per colorare ed insaporire la besciamella o per rendere gustosi i ripieni di ricotta (pasta, crepes,pizze). Ma la mia specialità è il risotto alla calendula: stesse modalità del risotto allo zafferano solo che una manciata di fiori freschi di calendula li utilizzo per la preparazione del brodo vegetale con cui irrorare il riso. Dedicherò un articolo a parte ai panini colorati ..”stay tuned”.

Mentre tra le preparazioni tipiche c’è sicuramente la tisana, che si prepara utilizzando un cucchiaio di fiori secchi per ogni tazza d’acqua bollente. Lasciare in infusione i fiori per circa 10 minuti coprendo il pentolino, poi filtrare, lasciare raffreddare e bere al bisogno se necessario dolcificando con un cucchiaino di miele.

 L’oleolito invece, è molto utile per contrastare le problematiche della pelle. La preparazione richiede circa 100 grammi di fiori secchi di calendula ogni 500 ml di olio di mandorle dolci (o altro olio vegetale a scelta). Bisogna lasciar macerare i fiori all’interno dell’olio in un contenitore di vetro scuro coperto per circa 30 giorni in un luogo fresco e scuotendo il contenitore di tanto in tanto. Trascorso il tempo, filtrare l’olio e spremere per bene i fiori. Conservare sempre in vetro lontano da fonti di calore.

Per preparare una crema fai da te occorrono: 20 gr di fiori freschi di calendula, 5 gr di burro di karitè e olio di oliva. Il procedimento è il seguente: prendere i fiori e metterli a macerare al sole per almeno 12 ore in un barattolo di vetro ricoperti di olio di oliva. Trascorso il tempo necessario far sciogliere a bagno maria 5 gr di burro di Karitè e 5 gr di cera d’api. Unire poi tutti gli ingredienti, lasciar raffreddare e versare in un contenitore di vetro.

PS:L’essicazione va eseguita subito dopo la raccolta, utilizzando all’inizio temperature più elevate (50-60 °C) per eliminare velocemente rugiada ed acqua di vegetazione, nonché per fissarne il colore.

Adesso via libera alla raccolta di calendula!!

(fonte utilizzata viveresano.net)

Pubblicato da Titti Semeraro

Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Bari. Ha esercitato la libera professione fino al 2010, quindi ha deciso di dedicarsi allo sviluppo delle imprese e al suo territorio di appartenenza la Valle d'Itria nella sua amatissima Puglia. Ha costituito con Raffaella Portulano l'Associazione Giuniter per promuovere il territorio in tutte le sue sfaccettature. Ha scritto una guida per bambini della città di Locorotondo, una favola "Rodolfo e Josephine" per avvicinare i più piccoli all'utilizzo dei prodotti a km0,è arrivata seconda classificata al concorso nazionale "Racconti Divino" nel 2018 con il racconto "Il vino del padre". E' partner nell'organizzazione di tour esperenziali con l'Associazione "Passaturi" di Teresa Acquaviva

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