Fave e Cicorie

I BENEFICI E LA RICETTA PER GUSTARLI INSIEME

Non c’è un piatto che racconti la Puglia più di fave bianche e cicorie. La cicoria è un alimento adatto a chi segue una dieta ipocalorica, 100 g di questo ortaggio contengono infatti solo 23 kcal. È ricca di sali minerali quali potassio, calcio e ferro e di vitamine C, B, P e K. Le fave secche sono legumi molto ricchi di proteine e zuccheri semplici facilmente assimilabili ricchi di vitamine B2 e PP e sali minerali quali ferro, fosforo e calcio utilizzati nelle diete antianemiche

Ingredienti per 4 persone 380Kcal a porzione

350 g di fave secche decorticate

1 kg di cicoria selvatica o cicoria catalogna

olio extravergine di oliva

sale qb

PROCEDIMENTO

Pulite le verdure rimuovendo le foglie più belle, recidete i gambi e conservatene le parti più tenere. Lavate la cicoria facendo attenzione ad eliminare eventuali residui di terra.

Nel frattempo lavate e cuocete le fave secche, mettendole in un tegame ricoprendole di acqua fredda fino a che non diventeranno tanto tenere da sfaldarsi. Salate (se preferite potrete ridurre fave in crema con un mixer)Battete le fave col cucchiaio di legno fino a renderle una purea aggiungendo un cucchiaio di olio d’oliva.

Intanto cuocete le cicorie finché saranno tenere, occorreranno pochi minuti.

Amalgamate le verdure al purè di fave e conditele con l’olio. Aggiustate di sale a piacere e gustate il piatto con del buon pane casereccio.

CURIOSITA’: piatto tipico della cucina pugliese. Dell’antichità di questo piatto dice tutto il nome: Incapriata o ‘Ncapriata dal tardo latino e bizantino Caporidia, derivante a sua volta dal greco antico Kapyridia ( polenta di farinacei), Aristofane nel 450 a.C., in una delle sue commedie esaltava la bontà di un piatto fatto di fave ed erbe selvatiche. Proprio dei benefici di queste erbe selvatiche ci parla Plinio il Vecchio nel suo “Naturalis historia” dicendo che avessero proprietà antinevralgiche, stomachiche e diuretiche. Parrebbe, secondo alcuni, che questo sia il primo piatto cucinato dall’uomo, dopo le varie “abbrustoliture”, accidentali . Oggi, secondo alcune ricerche sui piatti tipici pugliesi, è il piatto tipico del nostro territorio più “esportato” all’estero e apprezzato dai turisti.

Pubblicato da Titti Semeraro

Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Bari. Ha esercitato la libera professione fino al 2010, quindi ha deciso di dedicarsi allo sviluppo delle imprese e al suo territorio di appartenenza la Valle d'Itria nella sua amatissima Puglia. Ha costituito con Raffaella Portulano l'Associazione Giuniter per promuovere il territorio in tutte le sue sfaccettature. Ha scritto una guida per bambini della città di Locorotondo, una favola "Rodolfo e Josephine" per avvicinare i più piccoli all'utilizzo dei prodotti a km0,è arrivata seconda classificata al concorso nazionale "Racconti Divino" nel 2018 con il racconto "Il vino del padre". E' partner nell'organizzazione di tour esperenziali con l'Associazione "Passaturi" di Teresa Acquaviva

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